Chi era San Bernardino da Siena

Bernardino fu teologo e frate francescano, dell'Ordine dei Frati Minori. La famiglia agiata ne formò cultura e carattere. Chi era San Bernardino da Siena?

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Bernardino fu un teologo e frate francescano, appartente all’Ordine dei Frati Minori. Nonostante la sua scelta monastica povera e rinunciataria, era originario di una famiglia senese molto ricca. Questo gli garantì un’ottima istruzione e la possibilità di predicare a tutto il popolo. Chi era San Bernardino da Siena?

Bernardino da Siena, la gioventù e la vocazione

Bernardino nacque in provincia di Grosseto nel 1380: la famiglia di origine era quella degli Albizzeschi, e il padre Tollo era governatore della città di Siena. La madre, Nera, morì quando lui aveva 3 anni, e il padre se ne andò solo 3 anni dopo lasciandolo orfano alle cure delle zie. A 22 anni prese gli ordini, e iniziò un’intensa attività predicatoria nel nord Italia. Bernardino predicava soprattutto la devozione al Santissimo Nome di Gesù, tanto che si attribuisce a lui l’introduzione del monogramma JHS nell’iconografia comune.

Il ragionamento sul monogramma bernardiniano, come viene definito, è molto più complesso e profondo: formato da un sole d’oro su sfondo azzurro, esso è costituito da 12 raggi, ai quali San Bernardino da Siena assegnava i molteplici attributi del nome di Gesù. Ecco perchè, ai fedeli accorsi alle sue predicazioni, faceva baciare il simbolo. L’usanza del bacio del simbolo, una reliquia o la stessa croce, era molto comune durante il medioevo, ma in questo caso ha permesso anche di tramandarci il monogramma.

San Bernardino era un predicatore affabile e colto: si interessò anche di questioni economiche, predicando fermamente contro l’usura e contro la demonizzazione dell’attività di commerciante. Egli sosteneva che un imprenditore poteva essere definito onesto, purchè agisse secondo virtù; in tal modo i guadagni che otteneva erano la giusta ricompensa per aver agito nel giusto. Nei suoi discorsi affrontò spesso tematiche come la proprietà privata, intesa non come “appartenente all’uomo” ma “per l’uomo”. Bernardino condannava solo i commercianti che trattenevano i loro guadagni con lo scopo di praticarne usura. I nuovi ricchi, come li definiva, cioè coloro che invece di reinvestire i propri guadagni ne facevano strumenti malvagi.

Il processo a Roma ed il ritorno a Siena

Le rivoluzionarie prediche del frate francescano gli attirarono molti nemici, soprattutto tra gli usurai senesi. Nel 1427 dovette recarsi a Roma per affrontare un processo davanti alla Santa Inquisizione: fu totalmente prosciolto dalle accuse, ed ebbe modo di conoscere il papa Martino V. Quest’ultimo, rapito dalla figura di Bernardino, lo convinse a predicare per un periodo a Roma; al termine Martino gli propose la carica di Predicatore della Casa Pontificia, ma San Bernardino rifiutò. Era intenzionato a tornare nella sua Siena.

Bernardino rientrò a Siena nello stesso anno, e dopo pochi giorni dal suo rientro iniziò a predicare alla popolazione, per volere dei signori senesi. Come luogo per le prediche scelsero la Piazza del Campo, abbastanza grande da contenere tutti i fedeli e per sistemare i paramenti adatti a separarli. Le prediche durarono 45 giorni: San Bernardino iniziava al mattino presto dicendo la messa, per poi procedere con la predicazione che finiva alle sette del mattino; in tempo per l’inizio della giornata lavorativa.

Tutte le prediche ci sono pervenute; questo grazie alle trascrizioni che ne fece un cimatore di panni, Benedetto di maestro Bartolomeo. Egli adottò un metodo ingegnoso per poter trascrivere velocemente i discorsi del Santo: utilizzava delle tavolette incerate che incideva con uno stilo e pareggiava con la parte limata opposta. In tal modo, appena la predica finiva, Benedetto si recava a casa e trascriveva quanto riportato sulla tavoletta, usando per altro un linguaggio accorciato. San Bernardino, consapevole del valore di un tale lavoro, lo incoraggiava durante le prediche a trascrivere perfino le esclamazioni. Quello che è arrivato a noi, oltre al pensiero di una figura così influente, è l’aura di santità che San Bernardino emanava già all’epoca.

San Bernardino da Siena predica al popolo

San Bernardino da Siena: gli ultimi anni

Bernardino aveva rifiutato già tre volte la carica di vescovo; gli si ripresentò nuovamente l’occasione nel 1435, quando gli fu proposto di diventare vescovo di Ferrara. Ancora una volta per umiltà rifiutò, e si ritirò ad Urbino sotto la protezione del duca di Montefeltro, del quale si guadagnò la stima oltre che la protezione. Nonostante gli incarichi guadagnati negli anni (fu nominato Vicario, prima dell’Ordine degli Osservanti, e successivamente di tutti i francescani italiani), non smise mai di evangelizzare. Anche quando era vecchio e stanco.

Nel 1444 Bernardino arrivò a L’Aquila, invitato dall’amico vescovo Amico Agnifili per sedare, o meglio pacificare, una faida tra due famiglie. In tale circostanza la vita iniziò ad abbandonarlo, e il 20 maggio dello stesso anno morì nel capoluogo abruzzese. Tanta era la fama del Santo in vita, che subito se ne diffuse la notizia della morte, e altrettanto presto iniziarono i pellegrinaggi nel luogo di sepoltura.

Il culto

Canonizzato nel 1450, San Bernardino da Siena riposa a L’Aquila nella Basilica a lui dedicata. Si rese necessaria la costruzione per accogliere i tanti pellegrini venuti ad onorare il Santo. Le reliquie sono custodite in uno splendido sarcofago di pregiata manifattura. Si dice che la bara abbia sanguinato per giorni dopo la morte del Santo, fatto che terminò solo con la fine della faida cittadina. Dopo la canonizzazione, l’Ordine francescano si adoperò molto per tramandare anche una tradizione iconografica del Santo; a tale scopo ingaggiarono i grandi pittori del secolo per rappresentarlo. A noi, sono arrivate straordinarie testimonianze pittoriche di San Bernardino, che costituiscono una parte del patrimonio artistico nazionale.

Per quanto riguarda altre testimonianze, abbiamo ereditato la sua missione più preziosa: l’amore per il nome di Gesù, rappresentato dal monogramma bernardiniano. La venerazione per il monogramma, per fare un esempio, è ben visibile nella città che ne accoglie i resti mortali: sulla maggior parte degli edifici medioevali della citta de L’Aquila, campeggia in facciata o nei portali il sole dorato su sfondo blu. Tali simboli, sopravvissuti a numerosi eventi sismici, ci sono pervenuti in tutto il loro splendore: quasi a volerci ricordare di un’epoca in cui il misticismo era parte integrante della religione, in cui le riflessioni teologiche facevano parte del quotidiano di ognuno di noi.

Se non è questa una testimonianza dell’amore di Cristo, cosa lo è?

SOURCEWikipedia
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Digital designer and brand curator con la passione per storia, funzionamento e riproduzione (a mano libera, su carta e in digitale) di tutto ciò che osservo. Prediligo il lavoro in team e sono sempre bendisposta al confronto di idee dal quale traggo ispirazione e insegnamento. Ho lavorato e lavoro da anni a contatto con il pubblico e mi auguro di poter continuare a comunicare agli altri le mie idee, non solo a parole ma con l’illustrazione, la fotomanipolazione, la post-produzione e tutte le tecniche rappresentative che approfondirò. Vorrei anche essere un ingegnere, ma questa è un'altra bio.

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