Chi era San Massimo di Pavia

Chi era San Massimo da Pavia vescovo e ambasciatore, di cui si hanno poche notizie ma che visse tra il IV e il V sec d.C.

Chi era il San Massimo di Pavia che ricorre oggi? Solo uno dei 40 Santi con questo nome, sicuramente uno di quelli di cui si hanno meno notizie storiche. Sappiamo che è vissuto tra il V e il VI sec d.C. ed è stato vescovo nella città lombarda, ma anche ambasciatore presso la corte di Teodorico. San Massimo ha vissuto la vita nel rispetto delle leggi di Cristo fino alla sua morte avvenuta nel 514 d.C. Data l’enorme carenza di fonti, proveremo ad identificarlo all’interno del periodo in cui è vissuto, e a dipingere il ritratto di un uomo senza la presunzione di comprendere il Santo.

Le origini

Sappiamo per certo che l’episcopato di Massimo si è sviluppato a cavallo di un periodo particolare: nel 476 infatti Odoacre conquista l’Impero Romano d’Occidente. Odoacre è solo uno, o meglio l’ultimo, dei soggetti responsabili dell’accaduto; l’Impero d’occidente era ormai in crisi da duecento anni, si era indebolito, a tal punto da chiudersi in se stesso. A regnare è Oreste, o meglio suo figlio Romolo Augustolo, ma è il padre ad essere sconfitto proprio a Pavia nel 476. Convinto della resistenza delle mura cittadine vi cercò riparo mentre era incalzato da Odoacre, rimanendo però ucciso in seguito alla conquista della città. Non possiamo sapere se Massimo entrò a contatto con questi eventi storici, se vi abbia assistito o non fosse a Pavia; possiamo presumere che fosse già adulto, e probabilmente già servo del Signore. I testi ci dicono che nella corte germanica svolgeva l’attività di ambasciatore, un ruolo importante.

San Massimo vescovo e ambasciatore

La corte dove esercitava San Massimo era quella di Teodorico il Grande. Egli uccise Odoacre nel 493, e stabilì con i romani una politica di serena convivenza: permise loro di mantenere assetti civili e giuridici e riservò per il suo popolo le questioni militari. Nonostante la religione degli Ostrogoti fosse l’Arianesimo, Teodorico consentí la pratica del cristianesimo. Questo rese indispensabili figure come quella di San Massimo, come emissari della parola di Cristo ai popoli nordici. La lingua la cultura e le tradizioni diverse dei due popoli, richiesero nuovi apostoli che si occupassero di far comprendere un culto giovane. All’epoca del nostro racconto il cristianesimo aveva solo cinque secoli: nonostante la conversione dell’impero iniziata con Costantino, permanevano nella società romana dei culti antichi come il mondo.

San Massimo di Pavia, un uomo umile e dottore della Chiesa, svolse egregiamente il suo compito. Partecipò a vari concili a Roma, collaborando nelle decisioni e nei processi che avrebbero dovuto condurre la Chiesa in una nuova epoca. In fondo condurre è la missione principale di un sacerdote, di un vicario di Cristo in terra.

San Massimo di Pavia muore nella sua città natale nel 514, questo lo sappiamo per certo da documenti scritti, ed è sepolto nella chiesa di San Giovanni Borgo. Una curiosità: nella lista episcopale della città viene ricordato due volte, ma in realtà si tratta di un errore di trascrizione e della stessa persona. Lascia una Chiesa nuova, che presto sarà sovrana delle anime e del popolo di Roma.

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Digital designer and brand curator con la passione per storia, funzionamento e riproduzione (a mano libera, su carta e in digitale) di tutto ciò che osservo. Prediligo il lavoro in team e sono sempre bendisposta al confronto di idee dal quale traggo ispirazione e insegnamento. Ho lavorato e lavoro da anni a contatto con il pubblico e mi auguro di poter continuare a comunicare agli altri le mie idee, non solo a parole ma con l’illustrazione, la fotomanipolazione, la post-produzione e tutte le tecniche rappresentative che approfondirò. Vorrei anche essere un ingegnere, ma questa è un'altra bio.