Chi è Andrea Scanzi, la rockstar del giornalismo

Andrea scanzi la rockstar del giornalismo dal grande ego: scrittore, autore e interprete teatrale. Appassionato di musica, vini e moto.

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Andrea Scanzi

Andrea Scanzi, che sui social si autodefinisce La Rockstar del giornalismo, non è solo un noto giornalista italiano, ma anche scrittore, saggista, drammaturgo, autore e interprete teatrale, sommelier, webstar e biker.

Il successo lo ha portato anche in tv, prima come ospite in talk show dedicati alla politica e all’attualità, poi come conduttore di programmi come Accordi&Disaccordi.

Andrea Scanzi nasce in Toscana, ad Arezzo il 6 Maggio 1974. La sua popolarità è evidente sui social, sul suo profilo Facebook conta, infatti, 1,7 milioni di seguaci e su Instagram 280 mila followers.

Dai suoi account social è facile apprendere quali siano le sue passioni, tra queste la musica, le moto e il tennis.

Sembrerebbe anche essere fan di Vasco Rossi, come si può vedere dalla didascalia di un suo post in cui è a pranzo col cantante, in cui scrive di essere grato per averlo conosciuto, inoltre non di rado usa alcune citazioni delle sue canzoni sotto i suoi post.

Tra le curiosità su Scanzi c’è il suo essere vegetariano, ormai quasi vegano e avere due Labrador nere, protagoniste del libro “I cani lo sanno”

Andrea Scanzi e la sua carriera

Già prima della laurea, nel 1997 inizia a scrivere per Zonedombra, una fanzine universitaria. Si laurea infatti in Lettere nel 2000, presso l’Università di Siena, con una tesi sui cantautori italiani intitolata “Amici fragili”.

Andrea è un giornalista pubblicista che, prima di giungere a Il Fatto Quotidiano ha scritto per diversi quotidiani nazionali come Linea Bianca e Il Riformista.

Inizia la carriera giornalistica scrivendo per Mucchio Selvaggio e negli anni scrive per Il Manifesto, L’Espresso, Rigore, MicroMega, Hard Gras, Tennis Magazine, Grazia e Donna Moderna.

Tra il 2005 e il 2011 firma su La Stampa, occupandosi soprattutto di cultura e spettacoli, ma dal 2009 al 2011 è anche inviato per il Motomondiale.

Nel 2011 Scanzi passa definitivamente al Fatto Quotidiano che, come racconta lui stesso, lo aveva già cercato in passato e lui non si perdonerà mai di aver rifiutato.

Andrea Scanzi è uno dei giurati del Premio Tenco e del Premio Bertoli, ed è il direttore artistico del Premio Pigro, tre riconoscimenti musicali.

Il primo libro pubblicato dal giornalista è l’autobiografia di Roberto BaggioUna porta nel cielo/Il sogno dopo“, edita da Limina, di cui cura i testi insieme all’autore ed editore Enrico Mattesini.

Altri due libri di grande successo di Scanzi, ristampati più volte e per questo figuranti negli Oscar Mondadori e nella collana BUR Bestellers Rizzoli, sono “Elogio dell’invecchiamento” e “Non è tempo per noi”.

L’ultimo dei suoi libri, uscito nel 2020 è “I cazzari del virus. Diario della pandemia tra eroi e chiacchieroni” edito da PaperFIRST e nono nella classifica Bestseller di IBS.

Nel 2011 inizia la sua carriera teatrale calcando il palcoscenico come autore e attore, con uno spettacolo su Giorgio Gaber e poi uno su Fabrizio De Andrè.

Nel 2016 e 2017 si esibisce con Giulio Casale nello spettacolo “Il sogno di un’Italia“, in cui i due si chiedono come mai nel nostro paese la norma è eccezione e l’anomalia è la regola.

Negli ultimi anni Andrea Scanzi è a teatro con spettacoli a tema politico, come “Renzusconi” e “Salvimaio“.

L’ultimo spettacolo, non a tema politico, è “E pensare che c’era Giorgio Gaber“, doveva andare in scena a Marzo 2020, ma a causa dell’emergenza covi-19 è stato rimandato a Gennaio 2021.

Un’altra cosa per cui è famoso Scanzi, è una foto scattata proprio a Giorgio Gaber, con una Pentax MX all’Anfiteatro di Fiesole nel 1991, che è stata poi usata come copertina di diversi libri e dischi.

Per quanto riguarda la tv, i primi a portarlo sul piccolo schermo sono stati Umberto Nigri su La7 e Geppi Cucciari. Ha anche recitato in alcuno film, come quello di Maccio Capatonda “Italiano Medio“.

Scanzi e il suo grande ego

Andrea si reputa pioniere in diversi campi, sostiene infatti di essere stato il primo a credere nella letteratura sportiva, a raccontare il percorso politico di Beppe Grillo e a fotografare il renzismo.

Come indica lui stesso è un uomo dall’ego che fa provincia ed è molto sicuro di sé.

Si occupa di quasi tutto e per questo è spesso stato criticato, gli argomenti di cui tratta spaziano dalla cultura e spettacoli, allo sport, alla politica, al sociale, alla enogastronomia e, dove possibile, al sadomaso.

Da Aprile 2020 è anche il giornalista più seguito d’Italia e le sue dirette su Facebook ScanziLive durante il lockdown hanno superato i 100 mila spettatori in live e i 3 milioni di visualizzazioni totali.

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