Aggressione shock, calci e pugni all’auto della dottoressa

Dottoressa e infermiera aggredite in un condominio dai vicini di casa di una donna positiva, che volevano sapere chi era la persona contagiata

Pixabay

Ha dell’assurdo quello che è accaduto in provincia di Pesaro Urbino, a Carrara di Fano. Due donne, una dottoressa e un’infermiera, sono state aggredite in un condominio dai vicini di casa di una donna positiva, che volevano sapere chi era appunto la persona contagiata dal Covid.

Le operatrici sanitarie sono state aggredite verbalmente da alcuni vicini di casa dopo aver eseguito una visita su un’anziana che necessitava un ricovero in ospedale.

Due uomini, forse parenti di un’altra anziana, hanno iniziato a chiedere loro chi fosse la persona positiva, ma al diniego di informazioni, gli uomini hanno iniziato a scaldarsi.

LEGGI ANCHE >>> Scoperta terrificante in un appartamento in provincia di Firenze

LEGGI ANCHE >>> Lo Spallanzani fa una previsione sulla durata del Covid, da non crederci

Dottoressa e infermiera aggredite verbalmente: “Diteci chi è positivo!”

Le operatrici sono entrate in auto quando hanno avuto percezione di un accenno di aggressione fisica , perché i due uomini erano esagitati. Infatti i due hanno continuato a rumoreggiare, protestare, fino a colpire con pugni e calci la vettura.

Le operatrici «non hanno subito danni – riferisce Fabrizio Valeri, coordinatore Usca Fano – ma sono sconvolte»; quello degli addetti Usca «è un mestieraccio, vanno nelle case a rischio, a fare del bene e vedersi aggredire…siamo arrivati a un punto di non ritorno, la gente ha perso la testa.

Io penso – prosegue – che invece di attaccare chi lavora, chi va a vaccinare, chi va a ‘tamponare’ se se la prendessero con quelli che vanno in giro senza mascherine, si assembrano e non rispettano le regole, conservino energie per questo».

«Voglio esprimere vicinanza e tutta la mia solidarietà alla Dottoressa e all’Infermiera dell’Usca aggredite – commenta Sara Cucchiarini, assessore comunale a Pari opportunità e polizia locale – mentre, bardate con tute, guanti e mascherine anti-covid, stavano facendo il loro lavoro, già durissimo.

Stiamo impazzendo? Non c’è giustificazione alcuna a tale deplorevole atteggiamento e mi auguro che le forze dell’ordine possano risalire ai responsabili e intervenire severamente».