Denunciate 156 persone: intascavano i buoni spesa Covid, fingendosi poveri

Si fingevano poveri e con ingenti necessità, per intascare i buoni Covid-19 erogati dai comuni per fare la spesa 

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Si fingevano poveri e con enormi difficoltà economiche per intascare i buoni Covid-19 erogati dai comuni per fare la spesa.

Le persone denunciate finite nelle indagini calabresi di Catanzaro, Gimigliano, Squillace, Borgia e Tiriolo, sono 156. Sono stati denunciati per il reato di indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato.

I denunciati avrebbero richiesto il bonus alimentare previsto in favore delle famiglie bisognose per l‘emergenza pandemica da covid-19. L’inchiesta è stata avviata durante tutto il periodo del lockdown.

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I denunciati hanno dichiarato informazioni non conformi a verità

I buoni alimentari sono stati erogati direttamente dai comuni alle persone e alle famiglie in difficoltà economica, per acquistare alimenti, farmaci e altri beni di prima necessità.

I carabinieri hanno scoperto che gli indagati denunciati hanno dichiarato informazioni non corrispondenti al vero, sostenendo di trovarsi in condizioni di indigenza, che nella realtà non esisteva. E così hanno riscosso somme loro non dovute.

Le dichiarazioni false riguardavano la residenza, il numero dei componenti del nucleo familiare, l’omessa indicazione di altri sussidi sociali.

Ma c’è stato chi ha fatto la domanda pur percependo un regolare reddito di lavoro dipendente. I 156 indagati sono stati pertanto denunciati per aver presentato ai comuni domande con informazioni false.

Il rischio per loro è quello di una pesante sanzione amministrativa, compresa tra i 5.164 ed i 25.822 euro, pari al triplo del denaro incassato.