Il dramma che ha investito come un uragano Guendalina Tavassi

Guendalina Tavassi è stata hackerata, il suo iCloud è stato rubato, insieme a tutto quello che conteneva, compresi video intimi con suo marito

Guendalina Tavassi hackerata
Foto di Instagram

Guendalina Tavassi in lacrime, in un video sui social, ha denunciato di essere stata vittima di alcuni hacker che le hanno rubato tutto l’iCloud e hanno condiviso anche alcuni video intimi suoi e di suo marito.

Uno di questi è già stato pubblicato su Pornhub e sta circolando su WhatsApp e Telegram. L’ex gieffina è davvero disperata perché questa è una violazione gravissima della sua privacy. La Tavassi si è recata in questura per querelare chiunque condivida il video.

In una storia Instagram Guendalina, piangendo, ha detto che quelli sono video che si fanno in intimità, in coppia, tra lei e suo marito, Umberto D’Aponte e che mai avrebbe pensato di farli vedere a qualcun’altro, immaginiamoci di farli finire su Pornhub.

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Guendalina Tavassi chiede aiuto ai suoi followers per fermare la diffusione del video

Guendalina Tavassi hackerata
Foto di Instagram

Guendalina ha chiesto aiuto ai suoi followers per fermare la diffusione del video, avvertendo che chiunque lo diffonderà sarà denunciato.

«Questo è un reato, c’erano delle cose personali, dei video, tutti noi abbiamo delle immagini simili sul telefono, ma ho dovuto denunciare, perché io sono una mamma, è una cosa orribile….Chiunque abbia divulgato questi video verrà denunciato e anche su whatsapp sappiate che è una violazione guardarlo, anche solo tenerlo nel telefono”, ha aggiunto l’influencer.

La diffusione di materiale sessuale, senza il consenso della persona coinvolta, è un reato penale per il nostro ordinamento, quindi chi lo sta diffondendo rischia grosso.

Come dice l’articolo 612 del codice penale: «la diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti senza il consenso delle persone rappresentate è punito con la reclusione da uno a sei anni. La pena è prevista non solo per chi ha acquisito o diffuso per primo il materiale, ma anche per chi lo inoltra a sua volta».

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