Sapevi che la nostra soglia di attenzione non supera gli 8 secondi?

L’uso e l’abuso della tecnologia stanno man mano riducendo la nostra soglia di attenzione e capacità di concentrazione

soglia di attenzione 8 secondi
Foto di Pixabay

Pare che negli ultimi tempi la soglia di attenzione di un essere umano abbia raggiunto gli 8 secondi totali: meno di quella di un pesce rosso ( che è di nove secondi) per comprendere quanto è grave.

La colpa sarebbe dell’abuso di tecnologia, social, notifiche, mail che quotidianamente subissano la nostra vita.

Anche Microsoft lo aveva compreso tempo fa, attraverso interviste mirate e un monitoraggio dell’attività cerebrale delle persone interpellate. E’ vero che oggi l’uomo è  diventato multitasking, ma la sua soglia di attenzione si è abbassata vertiginosamente.

Secondo la ricerca, la nostra soglia di attenzione si starebbe abbassando. Nel 2000 era mediamente di dodici secondi, nel 2015 di otto secondi.

Lo studio identifica nell’aumento vertiginoso dell’uso degli smartphone la causa primaria del progressivo deterioramento della nostra capacità di attenzione.

Nella cosiddetta “era dell’informazione”,  nel nostro mondo “a portata di click”, l’attenzione è diventata la vera risorsa limitata, sempre più difficile da ottenere e da controllare.

La questione è stata approfondita anche da Lisa Iotti, nel suo libro 8 secondi. Viaggio nell’era della distrazione, dove si parla di iperconnessione e di dipendenze psicologiche da social.

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La nostra soglia di attenzione si sta abbassando o il nostro cervello si sta allenando?

soglia di attenzione 8 secondi
Foto di Pixabay

Già una quarantina d’anni fa il premio Nobel Herbert Simon aveva affermato: “In un mondo ricco di informazioni, questa abbondanza di sapere ha come conseguenza la carenza di un’altra risorsa: la scarsità di ciò che l’informazione consuma. Ed è abbastanza ovvio cosa venga consumato dall’informazione: l’attenzione dei riceventi. Quindi l’abbondanza di informazioni genera una povertà di attenzione.

Bruce Morton, ricercatore del Brain & Mind Institute della University of Western Ontario, rassicura: il nostro cervello non sta regredendo, ma si sta semplicemente adattando al nuovo contesto in cui deve vivere.

Le tante informazioni che arrivano da fonti diverse, richiede al nostro cervello una metabolizzazione più veloce.

Secondo il dottor Morton, quindi, la nostra mente si starebbe solo allenando, per rispondere più efficientemente agli stimoli digitali, non starebbe affatto regredendo.

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