Fabrizo Corona: “Molti mi vorrebbero morto”

Fabrizio Corona racconta uno dei due presunti tentati omicidio commissionati contro di lui, la sua ossessione per il denaro e il sistema tv che lui ha sfruttato

Corona: "mi vogliono morto"
Foto di Instagram

Fabrizio Corona rilascia un’intervista a Candida Morvillo sul Corriere della Sera in occasione dell’uscita della sua autobiografia “Come ho inventato l’Italia”.

Nell’intervista Corona racconta la storia di uno dei due presunti tentati omicidi che sarebbero stati commissionati contro di lui.

Un giorno, per esempio, due albanesi si sarebbero presentati nel suo ufficio per chiedergli soldi per un creditore, un suo ex cliente nipote di un potente.

Questo incontro si trasforma in rissa. Successivamente Fabrizio viene a sapere che quei due albanesi avevano tentato di comprare una pistola. Fabrizio ha capito il messaggio e gli albanesi non si sono più visti.

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Fabrizio Corona è convinto che finirà morto ammazzato

Corona: "mi vogliono morto"
Foto di Instagram

“Io penso che morirò ammazzato”, afferma Corona. Ha detto che nel carcere ha conosciuto anche criminali efferati ed è stato costretto a farseli amici, ma se questi un giorno dovessero andare da lui per chiedergli dei favori e lui dovesse dire di no, lo ucciderebbero.

Fabrizio ammette che la sua malattia sono i soldi, perché gli danno il senso di successo. Proprio per questo motivo ammette di essere in cura da uno psicologo e due psichiatri.

A volte, confessa, gli piacerebbe tornare nell’anonimato, perché non vuole più essere il Corona che fa casino.

Corona non si ritiene un criminale; dice di non aver mai fatto male alla povera gente, ma di aver sfruttato unicamente un sistema già corrotto di suo. Suo padre da quel mondo è stato distrutto e Fabrizio lo voleva distruggere dal di dentro, per vendicare suo padre.

Ammette che oltre ad aver “inventato l’Italia”, l’ha anche peggiorata, ma che gran parte del “popolo di Corona” vede soltanto il suo “lato nero”, definendolo un cattivo esempio.

Ma perché dice di essere Dio? “Se non fossi un dio, ora sarei, brutto, grasso, finito. Invece, continuo ad andare in tv e fare cinque punti di share, ogni anno faccio un marchio diverso e la gente lo compra e, se non fossi ai domiciliari, sarei ancora il più richiesto nei locali. Se tornassi a fare Fabrizio Corona sarei ancora un uomo da tre milioni di euro l’anno”.

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