Come cambia il lavoro delle escort con il lockdown?

Diminuisce la presenza delle escort nelle zone rosse, nelle altre zone, però, continua, ma come si sono organizzate?

Le escort e il lockdown
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I dati di Escort Advisor evidenziano un prevedibile calo degli annunci di escort su tutti i siti di settore nelle regioni rosse, ma aumentano gli annunci nelle zone gialle e arancioni.

EA-bot, il motore di ricerca di Escort Advisor, ha rilevato che nelle zone rosse come quella di Milano sia presente una diminuzione del -33% di annunci, Torino (-26%), Catanzaro (-34%) e per l’intera Valle D’Aosta (-43%).

In alcune province delle zone gialle e arancioni invece sono stati rilevati aumenti. Rimangono invariate le presenze a Reggio Emilia e Perugia.

Ovviamente questa diminuzione è legata alle nuove restrizioni in vigore e alla paura di ammalarsi.

I clienti cercano sicurezza e qualità, infatti mai come questo periodo sono state scritte recensioni. Ad ottobre sono state più di 10mila le nuove recensioni pubblicate.

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Come si sono organizzate le escort?

Le escort e il lockdown
Foto di Pixabay

Non è facile mantenere le distanze in un lavoro in cui il contatto fisico è fondamentale, ma la necessità e la paura hanno portato a trovare modi alternativi di avere un rapporto sessuale mantenendo una distanza di sicurezza.

Anche se pare che il contagio non avvenga con il contatto tra i genitali, è dimostrato che il coronavirus si trasmette attraverso le goccioline respiratorie, e quindi i baci e il contatto fisico costituiscono elementi molto rischiosi.

Le escort si sono organizzate nei minimi dettagli. Sono munite di termoscanner, lavorano con la mascherina anche durante il rapporto e gel igienizzante a fiumi.

Infine, si tenta di utilizzare posizioni che non contemplino un rapporto diretto faccia a faccia. Un’ultima soluzione è la masturbazione di coppia, un modo per godersi il sesso senza alcun rischio.

Insomma di necessità virtù, in ogni ambito.

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