Come profumare il bucato

Come profumare il bucato con metodi naturali e che rispettino a pieno l'ambiente? Scopritelo qui e poi sbizzarritevi a creare i vostri profumatori naturali

Vi siete mai chiesti come facessero nel passato a mantenere un odore gradevole almeno sui panni puliti, senza l’aiuto dei moderni ammorbidenti? A me lo raccontava mia nonna. E in realtà so per certo che dalle mie parti questi metodi sono ancora utilizzati. Perchè? Perchè funzionano, e garantiscono risultati per nulla chimici e del tutto rispettosi dell’ambiente. Come profumare il bucato?

Profumare il bucato: metodi unconventional e buone abitudini

Dobbiamo fare una doverosa premessa: far si che il bucato profumi intensamente anche a distanza dal lavaggio è impossibile. L’utilizzo compromette gli aromi intrisi al momento del trattamento, anche se questi sono intensi e concentrati. Tale problematica si presenta anche con ammorbidenti industriali, che però hanno l’aggravante di essere un po’ aggressivi e dannosi per l’ambiente. Come se ne esce? Beh, il passato insegna che un buon bucato, pulito e profumato, si può ottenere: vediamo come farlo, con metodi convenzionali e non.

Ammorbidente: commerciale e fai da te

Avete mai sentito parlare di oli essenziali? Ebbene, questi non sono solo un aiuto “alimentare”, ma anche estetico. Gli oli essenziali si trovano in commercio un po’ ovunque e gli aromi sono i più disparati: arancio dolce, bergamotto, lavanda, rosmarino, sandalo, ecc… Perchè non prendere dei detersivi profumati con questi aromi? Perchè non prendere invece dei detersivi privi di aromi e poi aggiungerli successivamente? Aggiungetene 10/15 gocce all’ammorbidente o al detersivo; se possibile fate si che entrino in gioco durante il lavaggio, garantiscono profumazioni delicate e rispetto dei tessuti e della natura.

Ma cosa vuol dire ammorbidente fai da te? Una soluzione di 200 g di acido citrico, oli essenziali e acqua, che funziona più o meno come un ammorbidente industriale. Non possiamo garantire che il risultato sarà migliore con l’ammorbidente fatto da voi, ma se lo aggiungete subito prima dell’ultimo lavaggio il bucato profumerà di più.

I trattamenti post lavaggio

Se usate un’asciugatrice, una buona soluzione per profumare il bucato possono essere i foglietti profumati. Non sono altro che pezzi di stoffa ritagliati in quadrotti e imbevuti di poche gocce di oli essenziali profumati. Si mettono nel cestello e profumano i panni in modo intenso e piacevole. Se però non avete un’asciugatrice questo metodo ha poco senso.

Quando stendete i panni, fate attenzione che non ci sia umidità dell’aria, perchè questa condiziona la permanenza delle profumazioni. Ecco che i trattamenti post lavaggio assumono un’importanza fondamentale. Quali sono?

Quando stirate, inumidite i panni con un’acqua profumata agli oli essenziali; preparate uno spruzzino con 250 ml di acqua, 2 cucchiai di bicarbonato e 10 gocce di olio. Il passaggio del ferro fisserà l’odore nei panni e questi ci guadagneranno in pulizia e freschezza. In commercio inoltre esiste l’acqua distillata per il ferro da stiro, che se profumata a mano regala ottimi risultati. E se questo non bastasse, tenete conto che esiste un rimedio “finale”: i sacchetti profumati per cassetti e armadi.

Quando ero piccola nei miei cassetti, nascosti tra i panni, si trovavano dei fagottini di stoffa chiusi con laccetti colorati. Ogni fagottino profumava in maniera intensa, e l’aroma si sentiva sui panni anche dopo il primo utilizzo. Cosa vi serve: stoffa, fiori secchi, riso e oli essenziali nelle fragranze che piacciono di più. Mecolate tutto e aggiungete una puntina di sale o bicarbonato che assorba l’umidità in eccesso; chiudete il sacchetto e sitematelo dove vi serve. Il risultato è delicato e garantito.

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Digital designer and brand curator con la passione per storia, funzionamento e riproduzione (a mano libera, su carta e in digitale) di tutto ciò che osservo. Prediligo il lavoro in team e sono sempre bendisposta al confronto di idee dal quale traggo ispirazione e insegnamento. Ho lavorato e lavoro da anni a contatto con il pubblico e mi auguro di poter continuare a comunicare agli altri le mie idee, non solo a parole ma con l’illustrazione, la fotomanipolazione, la post-produzione e tutte le tecniche rappresentative che approfondirò. Vorrei anche essere un ingegnere, ma questa è un'altra bio.