Chi era San Martino I

74° Papa, Martino si trovò ad affrontare una delle più grandi dispute della storia cristiana. Venerato il 13 aprile, chi era San Martino I?

74° Papa della Chiesa cattolica, Martino si trovò ad affrontare una delle più grandi dispute della storia cristiana: quella sulla doppia natura e volontà di Cristo. Non ne uscì vincitore, ma sicuramente fu uno dei più grandi soldati della fede. Venerato il 13 aprile, chi era San Martino I?

Il pontificato

Martino nacque a Todi, ma non ci è dato sapere null’altro sulle sue origini e infanzia. Sappiamo però che visse nel VII sec., un periodo di grandi dispute e rivoluzioni religiose. Era diventato diacono della Chiesa cattolica, e nominato nunzio apostolico durante il pontificato di Teodoro I. Furono la grande capacità di dialogo e le doti di comunicatore di Martino a conquistare il papa, qualità che gli furono utili anche successivamente.

Alla morte di Teodoro, nel 649, Martino fu eletto papa. L’elezione avvenne in gran fretta, e senza attendere il favore imperiale; era aspro il contrasto tra la Roma cristiana e l’impero d’Oriente, ma divenne soffocante dopo la sfida posta dal clero. Nel frattempo, l’imperatore Costante promulgò un editto a favore della corrente eretica dei monoteliti. Martino interpretò questo come l’ennesimo segno di scherno dell’imperatore, al quale egli rispose indicendo un sinodo a Roma.

Il sinodo condannò duramente le ingerenze dell’imperatore nelle questioni religiose, ma più di tutto condannò il potere imperiale stesso. Martino emanò un’enciclica, ma non fece in tempo a pubblicarla che l’imperatore aveva già inviato un suo emissario a “gestire” la situazione.

San Martino I: l’arresto

L’esarca inviato dall’imperatore aveva il compito di far sottoscrivere alla Chiesa gli editti di Costante, ma le milizie cittadine gli erano contro. Vistosi solo si convinse di dover assassinare il pontefice, e di doverlo fare durante la comunione. Al momento di compiere l’omicidio, lo accecò una luce fortissima che egli interpretò come la presenza del Signore. L’esarca si convertì e fuggì, ma l’imperatore ne inviò subito un altro. Questa volta il governatore arrivò con le milizie di Ravenna, e arrestò il pontefice per trasferirlo a Costantinopoli.

San Martino I si avviò solo verso un cammino fatto di privazioni e stenti: il 17 settembre del 653 arrivò a Costantinopoli, dopo 3 mesi di viaggio per mare senza mai scendere a terra. Era divorato dalla gotta e dalla dissenteria, ma non vide processo prima di altri 3 mesi. Le accuse non erano di natura teologica, bensì di alto tradimento verso la corona: aveva corrotto Olimpio, il primo esarca, convincendolo a tradire l’imperatore e a corrompere dei saraceni. La conversione di Olimpio, come sappiamo, fu sincera e con i saraceni Martino trattò la liberazione di prigionieri bizantini.

San Martino I: la morte e il culto

Era condannato da prima di arrivare a Costantinopoli, e la sentenza di morte non lo sorprese: fu commutata in esilio per intercessione del patriarca ma fu ugualmente dura. Rimase prigioniero dell’imperatore per più di un anno subendo sofferenze indicibili; la più grande fu la solitudine, che patì anche da parte della Chiesa. Costante aveva obbligato il clero ad eleggere un nuovo papa, nonostante Martino fosse ancora in vita; questo tenne la chiesa fuori dal processo e dalla condanna inflitti al nostro Santo, seppellendo tutto sotto il più totale silenzio. Quando partì per l’esilio in Crimea era già molto debilitato, e nel settembre del 655 spirò.

Il corpo riposava a Cherson, ultima tappa del suo lungo viaggio. Oggetto di venerazione per i frequenti miracoli, si pensa sia stato spostato a Roma nella chiesa di San Martino ai Monti.

Previous articleAmici All Star: quando va in onda? Parla Maria De Filippi
Next articleChi era Santa Liduina
Digital designer and brand curator con la passione per storia, funzionamento e riproduzione (a mano libera, su carta e in digitale) di tutto ciò che osservo. Prediligo il lavoro in team e sono sempre bendisposta al confronto di idee dal quale traggo ispirazione e insegnamento. Ho lavorato e lavoro da anni a contatto con il pubblico e mi auguro di poter continuare a comunicare agli altri le mie idee, non solo a parole ma con l’illustrazione, la fotomanipolazione, la post-produzione e tutte le tecniche rappresentative che approfondirò. Vorrei anche essere un ingegnere, ma questa è un'altra bio.