Chi era San Dionigi di Corinto

Vescovo della città greca e venerato dalla chiesa cattolica, da quella ortodossa e anche da quella copta. Chi era San Dionigi di Corinto?

Vescovo della città greca, Dionigi o Dionisio come riportano alcuni, visse nel II sec. Venerato dalla chiesa cattolica, da quella ortodossa e anche da quella copta, non sappiamo molto sulla sua vita ma possiamo dedurla dal periodo storico. Chi era San Dionigi di Corinto?

Il culto antico e i primi secoli

Sappiamo che i primi anni della chiesa non furono affatto sereni: mentre si cercava di dare stabilità al culto, nascevano intorno nuove correnti eretiche che ne mettevano in dubbio la solidità. I vescovi dell’epoca erano molto più simili a sacerdoti, un punto di riferimento per le anime credenti e laiche. In più, le persecuzioni contro i cristiani erano ancora pienamente attive, e non era difficile sentire di qualche buon cristiano morto come martire.

In un clima così teso, sono San Girolamo e Sant’Eusebio di Cesarea a darcene notizia: sappiamo che egli era vescovo a Corinto e che si prodigava nell’attività di predicatore. Scriveva molto: di Lui ci sono pervenuti 8 frammenti di lettere indirizzate a varie chiese del bacino mediterraneo. In queste lettere egli parlava dello stato religioso di alcune città con le quali era entrato in contatto:

Avete ereditato dagli avi l’usanza di prendervi cura in vario modo di tutti i fratelli, e di inviare aiuti a molte Chiese presenti in ogni città; avete alleviato così le sofferenze dei bisognosi e siete venuti incontro ai fratelli condannati ai lavori forzati nelle miniere con quei sussidi che voi, o Romani, inviate da sempre, secondo l’usanza dei vostri padri; E il vostro beato vescovo Sotero l’ha non solamente conservata, ma anche incrementata; egli li ha beneficiati con gli aiuti inviati ai santi ed esortando i fratelli con parole di beatitudine, come fa un padre affettuoso con i figli.

Lettera ai fedeli di Roma – San Dionigi di Corinto

Le altre lettere rispecchiano il pro forma di quella ai romani, e nei concetti tendono a sottolineare il bisogno maggiore di carità e amore dei cristiani dell’epoca. In questa si loda il pontificato di San Sotero, che fu papa caritatevole e attento ai più poveri durante il ministero di Dionigi.

San Dionigi di Corinto: la morte e il culto

Poco o nulla sappiamo sulla morte di San Dionigi, e quel poco ci viene dalle parole dedicategli da San Girolamo e da quelle di Sant’Eusebio. Venerato come martire non ci è dato sapere luogo tempo e modo del martirio; non ci è difficile immaginare però il motivo di questo trattamento. San Dionigi di Corinto era predicatore in un periodo di realtà contrastanti. Nel II sec il cristianesimo conviveva equamente con culti politeisti, altri culti monoteisti e correnti eretiche legate a queste. Un terreno affollato per la diffusione serena di un culto monoteista e giovane, ma non impossibile da seminare.

Dionigi visse per seminare il culto cristiano e probabilmente morì per far si che il raccolto desse i suoi frutti. Come molti della sua epoca protesse per le anime cristiane in pericolo, assicurò la carità ai più poveri, e istruì presbiteri e vescovi. Lavorò al fine di rafforzare i pilastri di una chiesa giovane, che duemila anni dopo sarà la più grande e seguita del mondo.