Chi era San Francesco da Paola

Fondatore dell'ordine dei minimi, è uno dei religiosi e dei santi più conosciuti, grazie alla vita esemplare. Chi era San Francesco da Paola?

Fondatore dell’ordine dei minimi, San Francesco da Paola è anche il protettore di epidemie, incendi, naviganti, pescatori e sterilità. È uno dei religiosi e dei santi più conosciuti, grazie alla vita esemplare e alle opere miracolose. Chi era San Francesco da Paola?

San Francesco da Paola: la gioventù

Francesco nacque a Paola nel 1416. La mamma e il papà erano già avanti con l’età, e non avevano ancora avuto figli. Dopo essersi rivolti in preghiera a San Francesco d’Assisi ricevettero la grazia di un bambino, al quale diedero nome Francesco in onore della grazia ricevuta. L’impronta del poverello di Assisi era evidente sul bambino sin da piccolo. Di carattere docile ed umile, sin da piccolo San Francesco prediligeva la vita ecclesiastica. Quando rimase vittima di una grave infezione oculare, i genitori si rivolsero di nuovo al Santo poverello. In cambio della grazia, fecero voto al Santo di far indossare al bambino l’abito francescano per almeno un anno.

Così Francesco guarì, e trascorse un anno in convento con i francescani. Ivi si fece conoscere per la sua dedizione alla preghiera e per gli episodi mistici; nonostante la giovanissima età Francesco praticava già regolari digiuni, penitenze, e viveva esperienze spirituali straordinarie. Questo periodo di ritiro lo segnò profondamente, mettendo le basi per le sue pie opere future.

Il ritorno a Paola e l’eremitaggio

Al termine dell’anno votivo, il giovane Francesco tornò a Paola. Nonostante le insistenze dei confratelli francescani, egli desiderava vivere anche altre forme di devozione e preghiera. Il sentiero tracciatogli da Dio si dirigeva proprio in quella direzione. Subito dopo il suo rientro a Paola, ebbe modo di fare un pellegrinaggio ad Assisi con la sua famiglia. L’animo ben disposto di Francesco rimase estremamente colpito da questa esperienza: attraversando la penisola visitarono luoghi dello spirito come Loreto, Monte Luco e la stessa Roma. Francesco entrò per la prima volta in contatto con i molteplici aspetti della chiesa cattolica, già divorata dalla brama di ricchezza e potere.

Assisi rappresenta un punto di svolta nella vita del nostro santo, è qui che realizza quanto deve compiere al suo rientro a Paola. Ispirato profondamente dalla vita di San Francesco, a soli 14 anni va a vivere prima in una grotta, poi in un terreno di proprietà del padre, povero e in totale solitudine. Inizia il viaggio di San Francesco da Paola.

La fondazione dell’Ordine dei Minimi

Il periodo di totale isolamento di Francesco durò cinque anni; il comportamento del frate incuriosiva popolani ed ecclesiastici che gli facevano visita regolarmente. Dalla curiosità si sviluppò un concreto interesse, che spinse alcuni dei più giovani frequentatori del luogo santo a chiedere di poter seguire le regole di vita del frate. Francesco acconsentì, creando pian piano un sempre più nutrito gruppo di elementi per i quali era indispensabile guida spirituale.

Insieme, i frati costruirono tre alloggi e una cappella, istituendo così il primo nucleo dell’Ordine dei Minimi. Totalmente devoti alla vita spirituale, per i primi anni vissero della carità del popolo, nonostante il riconoscimento della loro comunità da parte del Vescovo di Cosenza. L’arrivo di altri confratelli convinse i frati a lavorare per allargare gli alloggi: nel 1452 l’Ordine possedeva anche una seconda chiesa e di un convento intorno a un chiostro, opere tutt’oggi conservate nel santuario dedicato al santo.

Rappresentazione canonica di San Francesco di Paola all’età di 67 anni, con barba lunga mantello e bastone. Ispirata all’immagine più attendibile del santo, un ritratto commissionato da Ferdinando d’Aragona e poi donato successivamente all’Ordine.

Durante l’edificazione del complesso religioso San Francesco operava prodigi e miracoli, confermando quell’aura di santità che lo avvolgeva sin da bambino. Il numero dei prodigi era tale da far si che la zona fosse definita “zona dei miracoli”. Anche il papa Paolo II era intenzionato a riconoscere ufficialmente l’ordine, ma purtroppo morì prima di dare seguito al provvedimento. Francesco era particolarmente combattivo verso ingiustizie, soprusi ed angherie dei potenti: si schierava in particolar modo a difesa dei poveri e dei più deboli, sopraffatti dal potere dei sovrani d’Aragona. Re Ferrante d’Aragona provò anche a contrastare il convento e la sua operosità, ma San Francesco si rese invisibile ai soldati del re venuti per arrestarlo.

San Francesco di Paola e il rapporto con il potere

Il Santo fu invitato a fondare un convento in Sicilia, e proprio in questa occasione, compì uno dei miracoli più famosi che lo rese poi patrono dei naviganti. Al rifiuto del barcaiolo di trasportarlo a Messina, stese il suo mantello sulle acque e ne legò un lembo al bastone per creare una vela. Sotto lo sguardo attonito di pescatori e barcaioli, San Francesco e i suoi confratelli accompagnatori attraversarono lo stretto.

L’interesse del re verso il frate era nel frattempo aumentato: era giustificato dalla fama che quest’ultimo aveva raggiunto, grazie alle opere mirabili compiute in questi anni. Il convento era diventato un punto di riferimento anche per altre realtà che pian piano sorgevano in territorio italiano. A tal proposito il successore di Paolo II, Sisto IV, condusse una seconda inchiesta sulle regole di vita della comunità. Sulla base di un rapporto totalmente positivo, e sulla fama di santità raggiunta da San Francesco, approvò l’Ordine nel 1474.

Qualche anno più tardi persino i sovrani francesi conoscevano San Francesco da Paola e i suoi doni santi. Luigi XI, ammalatosi gravemente, implorò il papa di inviargli il santo a corte. Richiesta che Sisto IV non esitò ad accettare, visti i progetti politici comuni da attuare con il Re di Napoli. Durante il viaggio il frate fece tappa a Napoli dove venne accolto in tripudio dal popolo festante e dallo stesso re. Ferrante gli offrì un vassoio pieno di monete d’oro per la costruzione di uno dei suoi conventi, offerta che Francesco fermamente rifiutò. Si racconta che prese una moneta, la spezzò, e da questa fuoriuscì del sangue: quel denaro veniva dal sangue di coloro che San Francesco proteggeva da sempre.

La permanenza in Francia e la morte

San Francesco, umile frate da Paola, rimase alla corte francese per 24 anni. Vide succedersi ben tre re, Luigi XI, Carlo VIII e Luigi XII; presso i sovrani, e con il loro completo favore, compi tutti i compiti assegnatigli dal papa e altre numerose opere religiose. Durante il periodo francese fondò due monasteri: entrando in contatto con benedettini, francescani ed altri ordini monastici tra loro diversissimi, trasformò la propria regola eremitica in cenobitica e quindi ispirata alla vita monastica come la intendiamo oggi.

La Regola dei Minimi venne approvata ufficialmente da Alessandro VI: si narra che San Francecso predisse questo evento proprio davanti a Sisto IV e al futuro pontefice. Il 2 aprile 1507 si spense serenamente a Plessis-Lez-Tours, si dice che le sue ultime parole furono:

«Et inclinato capite, tradidit spiritum» (E, chinato il capo, rese lo spirito)

Fu canonizzato nel 1519, molto presto per le procedure dell’epoca. Qualche decennio più tardi degli ugonotti profanarono il corpo trovandolo intatto: a quel punto lo bruciarono, e del Santo non rimasero che pochissime reliquie. Ad oggi, quei pochi resti sono accuratamente custoditi nei santuari a Lui dedicati, e meta di numerosissimi pellegrini. Nonostante venga celebrato il giorno della sua morte, la festa liturgica è ufficialmente il 1 maggio.

SOURCEFamiglia Cristiana
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Digital designer and brand curator con la passione per storia, funzionamento e riproduzione (a mano libera, su carta e in digitale) di tutto ciò che osservo. Prediligo il lavoro in team e sono sempre bendisposta al confronto di idee dal quale traggo ispirazione e insegnamento. Ho lavorato e lavoro da anni a contatto con il pubblico e mi auguro di poter continuare a comunicare agli altri le mie idee, non solo a parole ma con l’illustrazione, la fotomanipolazione, la post-produzione e tutte le tecniche rappresentative che approfondirò. Vorrei anche essere un ingegnere, ma questa è un'altra bio.