Chi era San Giuseppe

Riconosciuto come sposo di Maria, e padre putativo di Gesù, era un uomo con grandissima forza. Pose le basi di un culto millenario. Chi era San Giuseppe?

Tradizionalmente riconosciuto come sposo di Maria, e padre putativo di Gesù, San Giuseppe era un uomo con una grandissima forza d’animo. Accettando la santa gravidanza della sua sposa, pose le basi per un culto che avrebbe attraversato i millenni. Chi era San Giuseppe?

San Giuseppe il falegname

In realtà dire falegname è un errore: il mestiere di Giuseppe, secondo la maggior parte dei traduttori, era il carpentiere. Perchè se anche Giuseppe lavorava il legno, il tutto era finalizzato alla costruzione di case o altre utilità.

Discendente di re Davide, era nato e viveva a Nazareth. Quando prese in sposa Maria egli era già vecchio, ma non potè ignorare i segni divini che si trovò davanti. La gravidanza di Maria gli venne annunciata da lei stessa, ma la sua reazione almeno all’inizio non fu positiva anzi, in segreto allontanò la ragazza. Una notte però gli apparve in sogno un angelo che lo invitò a tenere con se la giovane Maria e a crescere il suo santo nascituro. E Giuseppe accettò; il titolo putativo vuol dire proprio questo, colui che ha scelto di essere.

La Sacra Famiglia

Dopo la nascita di Gesù, Giuseppe divenne custode e protettore di madre e figlio; insegnò al figlio tutto quello che la saggezza dei suoi anni, e l’operosità delle sue mani, avessero da dargli. Dovette difendere i suoi cari dalla persecuzione di Erode, che li costrinse a trascorrere molti anni lontano dai luoghi d’origine.

Il nome Giuseppe nell’etimologia vuol dire “Aggiunto (da Dio) alla coppia originale”. Egli era componente fondamentale del nucleo della Sacra Famiglia, il padre terreno di Gesù che per il Dio d’Israele avrebbe accettato qualunque sorte. Dio gliene concesse una preziosa: quella di costituire e proteggere la famiglia di Gesù, la famiglia di tutti noi. Accettare una sposa bambina alla sua età e per di più incinta del divino, amarla e amare il frutto del suo seno come se fosse suo, rende Giuseppe un Giusto, il primo.

Nemmeno i numerosi segnali profetici sulla vita del bambino, che sarebbe stata dolorosa e sacrificale, smossero il suo animo dal profondere serenità e pace nel suo focolare. Un esempio, direte tutti, e avete ragione. Quante coppie vivono il dolore di un figlio malato, condannato, smarrito, perduto? È a quelle coppie che lo spirito forte e paterno di San Giuseppe non deve mai mancare. In quei padri sofferenti e allo stremo delle forse riposa l’amore immenso di Giuseppe che non abbandonò mai gli amati congiunti allo sconforto.

San Giuseppe: la fine

Da uomo di immensa fede, e profonda umanità, Giuseppe scompare dalle cronache quasi nel silenzio, un pò come è arrivato. Possiamo supporre che, data l’età avanzata già all’inizio di questa storia, Giuseppe al raggiungimento dell’età matura di Gesù fosse già morto. Questa tesi ci viene confermata più avanti durante la passione, quando Gesù e Maria sono già soli. Incomprensibile per un padre così amorevole, pensare che non fosse presente alle sofferenze terrene dell’amato figlio; probabilmente avrebbe cercato di evitargliele, ma senza successo. Quello era il destino stabilito da Dio per loro figlio, e magari il fatto di portare via Giuseppe prima del tempo fu proprio per evitargli l’enorme dolore capitato invece a Maria.

Il culto di San Giuseppe è uno dei più forti e intensi. Numerose sono le parrocchie che vantano reliquie del santo padre putativo di Gesù, ma non tutte sono considerate come attendibili. Come San Giuseppe in vita, dobbiamo avere fede nel cuore. San Giuseppe è il patrono di tutti i papà e la sua memoria è celebrata il 19 marzo.

Previous articleLe parole di Tiziano Ferro su suo marito Victor
Next articleChi era San Giovanni Nepomuceno
Digital designer and brand curator con la passione per storia, funzionamento e riproduzione (a mano libera, su carta e in digitale) di tutto ciò che osservo. Prediligo il lavoro in team e sono sempre bendisposta al confronto di idee dal quale traggo ispirazione e insegnamento. Ho lavorato e lavoro da anni a contatto con il pubblico e mi auguro di poter continuare a comunicare agli altri le mie idee, non solo a parole ma con l’illustrazione, la fotomanipolazione, la post-produzione e tutte le tecniche rappresentative che approfondirò. Vorrei anche essere un ingegnere, ma questa è un'altra bio.