Chi era San Cirillo di Gerusalemme

Un altro santo che ha combattuto l'arianesimo a Gerusalemme, un vescovo che ha difeso la fede fino alla fine. Chi era San Cirillo di Gerusalemme?

Un santo antico come la cristianità, vissuto a Gerusalemme nel periodo in cui rinasceva dalle ceneri di duecento anni prima; un altro santo che ha combattuto l’arianesimo. Chi era San Cirillo di Gerusalemme?

San Cirillo Vescovo di Gerusalemme

Nato a Gerusalemme in una data imprecisata all’inizio del IV sec., San Cirillo sin da giovane manifestò un’innata vocazione alla vita cristiana. Studiò le sacre scritture, e praticò sempre un’assidua difesa della fede. Questo gli valse l’ordinazione a sacerdote. Forte nello spirito, oltre che nella fede, si dedicò soprattutto alla catechesi di chi voleva battezzarsi. Pensate che di queste opere ci è pervenuto qualcosa che ancora oggi usiamo nelle nostre catechesi.

L’opera di Cirillo non passava inosservata agli occhi del vescovo San Massimo: alla propria morte, quest’ultimo lo nominò suo successore, segnando de facto il destino del nostro santo. Da vescovo comunque San Cirillo poteva operare con più facilità e grandezza, incontrando il Signore nelle sfide che costellarono il suo episcopato.

La disputa cristologica

Con disputa cristologica si intende una profonda crisi della Chiesa cattolica, agli albori della sua esistenza. Nel IV sec., l’Impero romano aveva riunito sotto di se una tale quantità di popoli e culture, da dover per forza assicurare la totale libertà di culto. Questo favorì lo scambio di idee tra i popoli, ma anche la nascita di intolleranze e nefandezze.

L’arianesimo rappresentava la religione ufficiale dei popoli oltralpe, ed era così ben radicata nelle tradizioni da dover essere necessariamente affrontata. La disputa riguardava la natura di Cristo: per i cristiani Cristo era “stessa natura del padre”, mentre per le posizioni più morbide, il figlio di Dio era semplicemente “simile al padre”. Gli ariani invece negavano qualunque assimilazione tra padre e figlio. Cirillo, insieme ad Acacio di Cesarea, adottò la posizione “simile al padre”, cosa che non piacque ne agli ariani ne ai cristiani.

Nonostante la vicinanza intellettuale, tra Acacio e Cirillo sorsero dei contrasti, che sfociarono presto in forti dissidi. Acacio, abbracciando completamente la tesi ariana, si assicurò l’appoggio imperiale ed esiliò Cirillo. Per il nostro Vescovo iniziò un lungo periodo di dolore.

San Cirillo: gli esili e la fine

Acacio venne deposto, e Cirillo potè rientrare in patria. Ma fu solo momentaneamente. Gli imperatori Costanzo II e Valente, filoariani, ne compromisero di nuovo la libertà con l’esilio; in tutto gli anni lontano da Gerusalemme furono 16. Un vero calvario affrontanto con estrema dignità e coraggio.

Quando riuscì finalmente a tornare dall’esilio, San Cirillo era già anziano: durante il suo episcopato aveva vissuto i grandi cambiamenti del suo tempo, riformato la dottrina ecumenica, difeso la fede e affrontato l’esilio. Partecipò al concilio ecumenico di Costantinopoli del 381 ma al suo rientro in Gerusalemme aveva già esaurito il suo tempo. Visse gli ultimi anni in pace nella totale serenità del suo vissuto. Muore nel 386.

Una piccola curiosità: di San Cirillo ci sono pervenute molte opere, a sostegno del suo grande lavoro comunicativo. Di queste opere ci colpiscono i ventiquattro sermoni per la catchesi, ma anche una lettera all’imperatore Costanzo II. Nella lettera San Cirillo riferisce un evento registrato in molte cronache dell’epoca: la meravigliosa manifestazione nel cielo, tra il Calvario e l’Orto degli ulivi, di una grande croce.

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Digital designer and brand curator con la passione per storia, funzionamento e riproduzione (a mano libera, su carta e in digitale) di tutto ciò che osservo. Prediligo il lavoro in team e sono sempre bendisposta al confronto di idee dal quale traggo ispirazione e insegnamento. Ho lavorato e lavoro da anni a contatto con il pubblico e mi auguro di poter continuare a comunicare agli altri le mie idee, non solo a parole ma con l’illustrazione, la fotomanipolazione, la post-produzione e tutte le tecniche rappresentative che approfondirò. Vorrei anche essere un ingegnere, ma questa è un'altra bio.