Chi era Santa Matilde di Germania

Matilde, regina di Germania, è venerata dalla Chiesa il 14 marzo. Venne acclamata Santa subito dopo la morte. Chi era Santa Matilde di Germania?

Matilde di Ringelheim è stata una duchessa di Sassonia e successivamente regina di Germania; moglie di Enrico I detto l’Uccellatore, è venerata dalla Chiesa il 14 marzo. La devozione e la saggezza, concessele dalla fede, le valsero l’acclamazione a Santa subito dopo la morte. Chi era Santa Matilde di Germania?

Duchessa Matilde, regina di Germania

Matilde è stata una donna forte: occupava posti di rilievo in una società spietata, era rispettata prima per i suoi titoli che come donna. Nata nel 895 ca. ad Enger in Vestfalia, Matilde crebbe con la nonna nel suo monastero. La formazione rigida le forò il carattere forte, determinato, adatto a comando. E di successo fu anche il matrimonio con Enrico, erede del duca Ottone di Sassonia. Quando Ottone morì Enrico gli succedette al comando, e quando ereditò anche il trono Matilde divenne di fatto regina di Germania.

Ebbero cinque figli, e vissero insieme una vita frastagliata da guerre che tenevano Enrico lontano da casa, ma ogni vittoria era per lo più attribuiti alle ferventi preghiere della regina. Ella si prodigava anche nella carità e assistenza ai più bisognosi, conservando sempre la totale fiducia nell’agire del marito. Quando Enrico morì, Santa Matilde di Germania era nella più totale disperazione, con cinque figli di cui due maschi pretendenti al trono.

La vita monacale e la fine

Dopo la morte di Enrico l’Uccellatore, i due maschi Ottone ed Enrico entrarono in conflitto per il trono: il primo lo pretendeva per diritto di nascita, il secondo perché appoggiato dalla madre. I motivi di tale predilezione non vengono spiegati dalla storia: a spuntarla però fu Ottone, che inizialmente tenne madre e fratello lontani dalla vita di corte. Troppo era il risentimento e la conseguente mancanza di fiducia di Ottone nei propri congiunti; e ancor maggiore era la determinazione di Matilde nello “spingere” Enrico a ribellarsi al fratello. Sappiamo che questa situazione provocò grande dolore a Matilde, che per quanto schierata a favore di un figlio non poteva non amare l’altro.

Alla fine Ottone preferì percorrere il sentiero della riconciliazione, riammettendo madre e fratello a corte e concedendo loro i più alti privilegi nobiliari. Ottone mantenne sempre quell’alone di sospetto, almeno verso la madre e le opere di carità che ella abitualmente compiva a volte dilapidando anche i suoi averi. L’aura santa della regina già la circondava. Non diede mai fine alle opere pie di sostegno verso i bisognosi, ma ben presto decise di ritirarsi in uno dei conventi da lei fondati. Nemmeno l’apprensione per le vite dei figli la abbandonò mai, soprattutto per Enrico che dimostrava un carattere ancora immaturo. Ottone invece ne era completamente riconquistato, a tal punto da lasciarle tutto il potere durante le sue assenze. Quando capì di essere vicina alla morte si trasferì nel monastero di Quedlinburg, era il 968.

Persino al tramonto della sua vita non dimenticò di aiutare e di confortare gli altri. Suo nipote, venuto per darle l’estrema unzione e assoluzione, se ne tornò indietro con il sudario della Santa, dopo che Matilde gli aveva predetto una morte più precoce della sua. Si spense il 14 marzo.