Chi era San Luigi Orione

Luigi Orione è stato un amatissimo presbitero italiano, ha passato la vita a non abbandonare il prossimo. Chi era San Luigi Orione?

Venerato dalla Chiesa Cattolica il 12 marzo, San Luigi Orione è un amatissimo presbitero italiano. Nato in Piemonte nel 1872, ha passato la vita a non abbandonare il prossimo; è il fondatore della Piccola opera della Divina Provvidenza e di numerose altre Opere di inclusione e accoglienza. Chi era San Luigi Orione?

Luigi Orione il seminarista

Luigi manifesta sin da piccolo la volontà di servire Dio: figlio di genitori semplici ma di sani e profondi valori, trascorre la fanciullezza tra scuola e dedizione alle pratiche religiose. La madre sarà una figura fondamentale per le sue future attività di catechesi; sarà lei ad insegnargli l’umiltà e l’importanza dei sacrifici. Entra molto presto tra i Frati minori di Voghera, dove però resterà poco a causa di una brutta malattia che lo ridurrà in fin di vita. Ristabilitosi, Luigi lavorò con suo padre come selciatore entrando in contatto con il mondo operaio dell’epoca. Sempre a questi anni appartiene il primo incontro con Con Bosco, che nel 1886 riuscirà a condurlo a Torino nell’Oratorio Valdocco.

Rimase tre anni a Torino, fortificando il carattere irreprensibile e la volontà instancabile. Nel 1889 chiede di essere ammesso nel seminario diocesano di Tortona; forse capisce che tutto il suo operato deve partire da lì per arrivare lontano. Mentre studia da seminarista, serve durante le Messe e lavora per il Duomo, risiedendo nella struttura stessa. Presto inizia ad impartire il catechismo ai ragazzi di strada in ambienti sempre più ampi e idonei concessi dalla curia. Solo nel 1892 riuscì ad aprire il primo vero Oratorio in onore di San Luigi, ma un anno più tardi nasceva di già il collegio di San Bernardino.

Don Luigi Orione

Nel 1895 viene ordinato sacerdote, e celebra la sua prima messa nel convento di Santa Chiara davanti a centinaia dei suoi ragazzi. Attorno a lui inizia a riunirsi quella che sarà la futura Piccola opera della Divina Provvidenza. Nel frattempo, dall’entusiasmo di Don Orione sorgono, per fare qualche esempio, asili, scuole e diverse istituzioni religiose in cui ammette anche i ciechi. Soprattutto quest’ultime saranno di grande conforto negli anni a venire, quando la sua missione abbraccerà l’Italia e il mondo.

Nel 1908, Don Luigi Orione e le Congregazioni della Divina Provvidenza, sono chiamati ad assistere le popolazioni colpite dal terremoto di Messina-Reggio Calabria. A Messina rimane tre anni come vicario generale della diocesi, periodo preparatorio ad un’altra tragedia: il terremoto della Marsica del 1915. Nei due orrendi disastri, Luigi si dedica soprattutto agli orfani; nella seconda, tra i bambini salvati e portati nei suoi orfanotrofi, c’è Ignazio Silone che di Lui dirà:

Don Orione non era il cristiano della domenica mattina, così come Trotskij non era il rivoluzionario del sabato sera.

Ignazio Silone, intervista

Il post guerra e la morte

Durante la grande guerra, la Piccola opera aveva assunto ormai un’organizzazione definitiva. Questo permise a Don Orione e ai suoi confratelli di impegnarsi anche su altri “fronti” esteri. Numerose furono le missione attivate in America Latina e Palestina, che lo impegnarono e provarono profondamente. Nel 1940 si ammalò gravemente e venne trasferito a Sanremo dove morì. Gli ultimi giorni scriveva ai suoi amici domandandosi del paradiso, e in particolare se in esso vi fosse il ballo. La domanda era parte di una riflessione più profonda, manifestazione pura dell’opera svolta per tutta la vita. Don Orione era una Chiesa giusta, presente, attiva: dove poteva, dava una mano e non abbandonava nessuno. Venne beatificato nel 1980 e santificato nel 2004, da un altro povero tra i poveri: San Giovanni Paolo II.