Chi era San Macario di Gerusalemme

Vescovo di Gerusalemme, viene venerato dalla Chiesa cattolica il 10 marzo. Il suo nome è legato a Costantino; chi era quindi San Macario di Gerusalemme?

Vescovo di Gerusalemme, viene venerato dalla Chiesa cattolica il 10 marzo. Il suo nome è legato a Costantino ed al concilio di Nicea, ma soprattutto ad un periodo storico tumultuoso; chi era quindi San Macario di Gerusalemme?

Macario Vescovo

Macario è vissuto in un periodo storico di cui abbiamo parlato altre volte, quello della lotta contro l’Arianesimo. La storia ci racconta che egli fu Vescovo di Gerusalemme tra il 312 e il 335 d.C, probabile anno della sua morte; ma all’epoca la Gerusalemme dei tempi di Cristo già non esiste più. Già nell’anno 70 d.C. Tito ne aveva raso al suolo il tempio. Sulle sue rovine era sorta una nuova città, romanizzata, il cui Capitolium sorgeva proprio sul Santo Sepolcro. possiamo solo immaginare quanto destabilizzante fosse, per i cristiani dell’epoca ma anche per tutti gli altri culti, non poter esercitare nei templi preposti. È in questo momento che uomini come Macario diventano àncora irreprensibile di fede; egli è citato da Atanasio nelle sue orazioni contro l’Arianesimo, come esempio di

stile semplice e onesto degli uomini apostolici

Atanasio, Orazioni contro l’Arianesimo

San Macario e il Concilio di Nicea

Il periodo di ministero di Macario coincide con esattamente con il regno di Costantino ed in particolare con l’importante concilio da Lui indetto. Il Concilio di Nicea fu il primo concilio ecumenico cristiano; si rese necessario per ristabilire la pace religiosa e l’unità dogmatica che erano venuti a mancare a causa di dispute generate da Ario, capo degli arianisti.

Macario, che come già detto rappresentava l’esempio di un buon cristiano, partecipò attivamente: contribuì alla stesura del Credo Niceno (quello che ancora recitiamo durante la liturgia), si distinse nelle dispute con gli arianisti soprattutto sulla natura di Gesù Cristo. Come da egli ribadito e sottoscritto con il “simbolo niceno”,

…Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero, generato non creato…

Credo Niceno, www.vaticannews.va

una professione che ancora oggi viene ripetuta con fermezza. In una lettera circolata prima di Pasqua, l’Imperatore proclamò la riuscita uninio della Chiesa e quindi la fine del Concilio, ma non prima di aver incaricato il nostro Macario di un compito fondamentale.

San Macario per Gerusalemme

Non lo diciamo a caso, San Macario visse per la sua Gerusalemme, e per far si che tornasse a splendere per la cristianità. Il compito a lui affidato da Costantino era quello di riscoprire i luoghi santi: in particolare il sepolcro di Cristo vittima di edificazioni romane. Macario riportò alla luce i sacri luoghi e ivi costruì basiliche per accogliere i fedeli venuti in pellegrinaggio. Si dava così avvio alla grande Basilica del Santo Sepolcro che tanti avrebbe accolto negli anni a venire. Probabilmente anche altri luoghi furono protagonisti della stessa purificazione, alcuni insieme a Sant’Elena madre dell’Imperatore. San Macario fu figura fondamentale per il nascente “nuovo” culto cristiano e ne fu difensore rimpianto fino alla morte, avvenuta nel 335 d.C.

L’eredità del nostro santo di oggi è quella di una Chiesa più unita, pronta ad accogliere i fedeli in ogni luogo in cui possa definirsi casa, una Chiesa che difende il proprio Credo e lo alimenta continuamente al fine di offrire sempre consolazione e risposte alle anime erranti.

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Digital designer and brand curator con la passione per storia, funzionamento e riproduzione (a mano libera, su carta e in digitale) di tutto ciò che osservo. Prediligo il lavoro in team e sono sempre bendisposta al confronto di idee dal quale traggo ispirazione e insegnamento. Ho lavorato e lavoro da anni a contatto con il pubblico e mi auguro di poter continuare a comunicare agli altri le mie idee, non solo a parole ma con l’illustrazione, la fotomanipolazione, la post-produzione e tutte le tecniche rappresentative che approfondirò. Vorrei anche essere un ingegnere, ma questa è un'altra bio.