Chi era San Felice da Nola

Esistono molti San Felice, ma l'unico San Felice di Nola sacerdote è quello di oggi. Santo dai numerosi miracoli, chi era San Felice sacerdote e martire?

Esistono molti santi di nome Felice, un protovescovo anch’egli di Nola, ma l’unico San Felice di Nola sacerdote e martire è quello di oggi. Ricordato il 14 gennaio, al suo corpo custodito nella cittadina campana sono attribuiti numerosi miracoli. Ma chi era San Felice sacerdote e martire di Nola?

Felice da Nola: una vita da martire

Nato in una famiglia agiata nel III sec, Felice era figlio di un ricco siriano giunto in Italia per affari; prese i voti nella sua città natale ed ebbe modo di seguire il Vescovo Massimo anch’egli santo. La tradizione vuole che Felice fosse uno stretto collaboratore del Vescovo; durante le persecuzioni ai cristiani il Vescovo Massimo si rifugiò in un luogo segreto ed insignì come suo successore il prete Felice. Purtroppo il nuovo Vescovo venne ben presto arrestato imprigionato e sottoposto ad indicibili torture; di questa esperienza San Felice si porterà dietro le conseguenze per tutta la vita. Dalla prigione, sempre secondo la tradizione, venne liberato da un angelo che lo condusse dal Vescovo Massimo quasi morente. Rifocillato il Vescovo, Felice se lo caricò sulle spalle e lo ricondusse a Nola affidandolo ad una cristiana di fiducia.

Durante una sospensione delle persecuzioni, San Felice potè riprendere il suo ministero sacerdotale; potè godere però solo di una tregua momentanea, perchè alla ripresa dei moti fu costretto a nascondersi per evitare la prigione.

San Felice da Nola: la morte

Al termine delle persecuzioni, San Massimo Vescovo in punto di morte lo nominò suo successore, ma egli estremamente provato dalle sofferenze vissute negli anni della prigionia e della fuga rifiutò. San Felice da Nola scelse di vivere tutti gli anni che gli restavano completamente privo di privilegi e beni materiali assicuratigli dal suo ruolo, nella povertà e miseria assoluta dei più deboli; ma le conseguenze degli anni di prigionia gli resero più difficile quel poco che gli restava da vivere. Si spense nel 313 tra enormi sofferenze; la data della morte non è certa, ma la possiamo dedurre dal vissuto del Santo che corrisponde al periodo della Pace di Costantino datata appunto 313.

Il culto

Il culto di San Felice da Nola è antichissimo e molto sentito: nonostante egli non sia morto martirizzato, è indiscusso che egli abbia subito un martirio in vita. Le sofferenze patite nella difesa della fede cristiana, e la rinuncia a qualunque privilegio in favore di una maggiore vicinanza a Dio, ne fanno uno degli apostoli più fedeli di Cristo. Il suo corpo, venerato nel sarcofago originale nel complesso basilicare di Cimitile, profuma. San Felice da Nola è infatti un santo miroblita, il cui corpo emana un aroma floreale delicato e inconfondibile; inoltre ad esso sono attribuiti numerosi miracoli avvenuti nei secoli. La festa nella cittadina campana è molto sentita e richiama tradizioni antiche come il culto del santo stesso, si svolge dal 5 al 14 del primo mese dell’anno e consiste di due processioni dedicategli. Ma è il 14 che si concentra il grosso dei festeggiamenti, che inziano alle 4.00 del mattino e si protraggono per tutto il giorno tra i pellegrini festanti proveniente da tutta la regione.

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Digital designer and brand curator con la passione per storia, funzionamento e riproduzione (a mano libera, su carta e in digitale) di tutto ciò che osservo. Prediligo il lavoro in team e sono sempre bendisposta al confronto di idee dal quale traggo ispirazione e insegnamento. Ho lavorato e lavoro da anni a contatto con il pubblico e mi auguro di poter continuare a comunicare agli altri le mie idee, non solo a parole ma con l’illustrazione, la fotomanipolazione, la post-produzione e tutte le tecniche rappresentative che approfondirò. Vorrei anche essere un ingegnere, ma questa è un'altra bio.