Chi era Sant’Aldo Eremita

Carbonaio prima ancora che Santo, chi era Sant'Aldo Eremita venerato a Pavia? Sono poche le notizie certe ma proveremo a ricostruirne vita ed opere.

Un’antica tradizione ce lo presenta come carbonaio ed eremita prima ancora che come santo. In generale tutte le informazioni su di lui sono ipotesi e supposizioni, dato che non è nominato in nessuna memoria martirologica; chi era Sant’Aldo Eremita? È possibile ricostruirne la vita e le opere?

Chi era Sant’Aldo Eremita nella cultura medievale

Sant’Aldo era, molto probabilmente, originario del nord Italia: Aldo infatti, è un nome di origine longobarda che vuol dire “anziano” o “saggio”. Sappiamo per certo dalla sua sepoltura che è vissuto a Pavia; l’epoca ci è incerta, ma dagli indizi raccolti finora è probabile che sia tra l’VIII e l’XI sec. Sappiamo che l’Italia in quest’epoca era divisa in tanti piccoli regni barbarici, e che la sopravvivenza del cristianesimo era fortemente messa in pericolo dal mondo islamico che premeva ai confini. Siamo alle porte dell’età carolingia, ma non di vede ancora lo splendore del Sacro Romano Impero, così come non si vede più l’antico orgoglio romano.

Sant’Aldo Eremita e carbonaio

Aldo, vive un contesto più importante rispetto ad altre zone italiane: Pavia era all’epoca la capitale del regno e rappresentava il fulcro della vita longobarda. Anche la religione vi ruotava attorno, e il monastero iniziava allora ad essere punto di riferimento per i religiosi e per la popolazione in generale. Sant’Aldo apparteneva all’ordine dei Colombani, fondato da San Colombano sulla tradizione dei monaci irlandesi: la regola monastica consentiva l’eremitaggio ma imponeva di guadagnarsi da vivere lavorando. Ecco perchè Sant’Aldo fu si eremita ma anche carbonaio. Le prime testimonianze certe lo vogliono a Bobbio, dove prende i voti proprio con l’Ordine dei Colombani, e solo successivamente nel pavese.

L’esperienza mistico religiosa del Santo di oggi, assume un significato particolare: è il perfetto connubio tra la comunità monastica fondata da San Benedetto e le nuove forme ascetiche derivate dai culti nordici. Chi aderiva all’ordine doveva costruire la propria “cella” in legno e pietra a secco; in questa povera ed essenziale costruzione, si ritirava a pregare e riposare dopo il lavoro. In questo modo l’Eremita si allontanava dalla vita terrena per vivere l’esperienza ascetica, ma rimaneva legato al reale dal lavoro che ne rendeva la figura utile se non indispensabile.

Sant’Aldo: la morte

Non conosciamo la data di morte del santo, ma il luogo di sepoltura si: dapprima deposto nella Cappella di San Colombano Maggiore a Pavia, venne poi traslato nella Cattedrale e infine nella Basilica di San Michele. Alcune reliquie si trovano nella chiesa parrocchiale di S. Giovanni Apostolo ed Evangelista di Carbonara al Ticino, in una Cappella a lui dedicata. Ma è a Pavia che la memoria del Santo è particolarmente sentita. Probabilmente questo è dipeso dalla scelta evangelica compiuta da Aldo, cioè di aderire ad un ordine venuto da lontano come i longobardi padroni di Pavia. Un ordine, quello di San Colombo, che veniva da terre di selvaggi evangelizzati divenuti poi loro stessi degli evangelizzatori. Sapere chi era Sant’Aldo ci permette di scoprire che il nuovo è indispensabile al rinnovamento del vecchio, e che una ventata di aria fresca in questi territori era indispensabile.

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Digital designer and brand curator con la passione per storia, funzionamento e riproduzione (a mano libera, su carta e in digitale) di tutto ciò che osservo. Prediligo il lavoro in team e sono sempre bendisposta al confronto di idee dal quale traggo ispirazione e insegnamento. Ho lavorato e lavoro da anni a contatto con il pubblico e mi auguro di poter continuare a comunicare agli altri le mie idee, non solo a parole ma con l’illustrazione, la fotomanipolazione, la post-produzione e tutte le tecniche rappresentative che approfondirò. Vorrei anche essere un ingegnere, ma questa è un'altra bio.